Comunità del lavoro
Alessandro Truffa

In Comunità del lavoro, Alessandro Truffa parte dall’ascolto delle testimonianze orali, dai racconti degli operai. I gesti e i tempi del lavoro, i macchinari e gli ambienti della fonderia ripresi nelle fotografie d’archivio acquisiscono corpo e colore. La trasformazione è resa possibile dall’arte dell’ascolto. Alessandro coglie nei ricordi dei protagonisti lo spessore emotivo che ha l’azione comunitaria dell’ambiente aziendale, osserva l’organizzazione delle merci nel Centro Commerciale sorto dove un tempo si producevano oggetti in fusione. Alterna i ritratti degli ex operai a dittici dove le analogie e le corrispondenze tra gli operai della fonderia e i lavoratori della grande distribuzione prende corpo dalla narrazione storiografica ancorata al presente. Qui si mette in dialogo un ulteriore importante elemento, non solo il luogo del passato che attraverso la lettura del presente assume nuovo significato, ma la testimonianza del ritratto sottolinea il forte legame tra l’identità professionale e la realtà dell’identità personale.

Sospensione dell'atto
Nicola Di Giorgio